Borsa di Milano oggi positiva: azioni Stellantis +5,26%, ENI in forte ribasso

da | 15 Giu 2026 | Economia

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Borsa di Milano: oggi Piazza Affari è in deciso rialzo a metà mattinata, con il FTSE MIB che avanza dello 0,89%, quarto guadagno consecutivo dal rally innescato giovedì scorso. Sulla stessa linea il FTSE Italia All-Share +0,96%, mentre il segmento mid cap brilla ancora di più: FTSE Italia Mid Cap +2,15% e FTSE Italia Star +1,81%. Una seduta che premia soprattutto i titoli industriali e dell’auto, mentre le società legate agli idrocarburi pagano il conto del crollo del petrolio.

Chi vola e chi affonda sulla Borsa di Milano: azioni Stellantis a +5,26%

Tra le blue chip spiccano Buzzi (+5,59%), Stellantis (+5,26%), Ferrari (+4,51%) e Brunello Cucinelli (+3,02%). La logica è quella della giornata: con il petrolio in caduta libera, chi dipende dai costi energetici per produrre beneficia, mentre le società dell’energia subiscono. ENI perde il 4,61% — la peggiore del listino principale — seguita da Saipem (-2,39%), Tenaris (-2,14%) e Snam (-1,15%). Sul Mid Cap brillano Caltagirone SpA (+5,46%), Interpump (+5,26%), Cementir (+5,02%) e Webuild (+4,82%).

Il motore della giornata: accordo USA-Iran

Il catalizzatore è l’annuncio di un accordo di pace di 60 giorni tra Stati Uniti e Iran. Secondo quanto riportato dai media internazionali, l’Iran riaprirà lo Stretto di Hormuz in cambio della revoca del blocco navale americano, della sospensione delle sanzioni sul petrolio iraniano e dello sblocco di parte dei beni congelati. Il petrolio crolla del 5,65% a 80,08 dollari al barile — e con lui affondano tutti i titoli legati all’estrazione e alla distribuzione di idrocarburi.

L’accordo è tuttavia parziale. Gli strategist di Intesa Sanpaolo avvertono che restano divergenze profonde: gli USA chiedono la fine dell’arricchimento dell’uranio e lo smantellamento di parte delle infrastrutture nucleari, mentre l’Iran rivendica il diritto a mantenere attività nucleari civili. Restano aperte anche le questioni sulle scorte di uranio altamente arricchito, il calendario delle sanzioni e il programma missilistico. Un accordo che basta ai mercati per festeggiare, ma che lascia molti nodi irrisolti.

Borse europee e macro

Il rally della Borsa di Milano si inserisce in un contesto europeo che è uniformemente positivo: Francoforte +1,82%Parigi +1,47%Londra +0,65%. L’oro sale del 2,42%, segnale che gli investitori restano prudenti sulla tenuta dell’accordo. L’euro/dollaro avanza dello 0,27%. Lo spread BTP-Bund scende a 70 punti base (-2), con il BTP decennale al 3,66%.

Sullo sfondo c’è anche una settimana densa di banche centrali: domani la Reserve Bank of Australia, mercoledì la Fed e la Riksbank, giovedì la Bank of England, la Norges Bank e la Banca Nazionale Svizzera. Attesa soprattutto per la Banca del Giappone, che potrebbe alzare i tassi all’1% per la prima volta dal 1995.


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