Dopo quattro sedute consecutive in territorio positivo, Piazza Affari si ferma. La Borsa di Milano oggi avanza debole insieme al resto dell’Europa. Il FTSE MIB cede lo 0,69%, il FTSE Italia All-Share perde lo 0,68% scambiando a 55.156 punti. Il segmento Mid Cap lima lo 0,23%, il FTSE Italia Star lascia sul terreno lo 0,39%.
Un ribasso contenuto, ma che interrompe la scia rialzista avviata giovedì scorso. Il tono è lo stesso in tutta Europa: al momento Francoforte è la piazza più colpita con -1,16%, Londra cede lo 0,75% e Parigi lo 0,49%.
Il quadro: geopolitica in bilico, inflazione USA e trimestrali
I mercati si muovono in un equilibrio fragile tra segnali opposti. Sul fronte Medio Oriente, Trump ha dichiarato che le operazioni militari continueranno «fino a quando non riterrà che sarà abbastanza», facendo però retromarcia sulla tassa del 20% annunciata sul transito dallo Stretto di Hormuz. L’Iran, dal canto suo, ha risposto che lo Stretto resterà chiuso finché non cesseranno «le aggressioni americane». Un braccio di ferro che tiene alta la pressione sul petrolio: il Light Sweet Crude Oil avanza dell’1,25% a 80,33 dollari al barile.
A bilanciare il pessimismo ci pensano due elementi. Il primo è l’inflazione americana: a giugno ha rallentato più del previsto, raffreddando i timori su nuovi rialzi dei tassi da parte della Fed. Il secondo è la stagione delle trimestrali, partita bene: ASML Holding ha rivisto al rialzo le previsioni di fatturato annuo per la seconda volta quest’anno, confermando la solidità del settore tecnologico. Oggi due appuntamenti da seguire: i dati sulla produzione industriale dell’Eurozona e la nuova testimonianza del presidente della Fed, Kevin Warsh.
I titoli sulla Borsa di Milano: lusso e tech tengono, pesanti le utility e la difesa
Nel segno del ribasso generale, qualcuno riesce a nuotare controcorrente sulla Borsa di Milano. Nexi guadagna l’1,99%, Brunello Cucinelli l’1,56% e Moncler l’1,03% — il lusso e i pagamenti digitali si confermano tra i settori più difensivi del listino in una giornata difficile. Sul Mid Cap brillano Ariston Holding (+3,83%), Technoprobe (+1,77%), Ferragamo (+1,19%) e GVS (+0,98%).
I ribassi più marcati tra le blue chip riguardano Inwit (-2,83%), la peggiore del FTSE MIB, seguita da Lottomatica (-1,92%), Leonardo (-1,71%) e Prysmian (-1,49%). Sul Mid Cap cedono MFE B (-2,05%), Ascopiave (-1,94%), Italmobiliare e Banca Ifis (-1,52% entrambe).
Spread, valute e materie prime
Lo spread BTP-Bund sale a 78 punti base (+3 punti), con il rendimento del BTP decennale al 3,92% — un segnale di leggera tensione sul debito italiano che vale la pena monitorare. L’euro/dollaro è stabile a 1,142. L’oro cede lo 0,74% a 4.024,2 dollari l’oncia.























