Avvio di settimana senza direzione per la Borsa di Milano, con il FTSE MIB praticamente piatto a -0,06% in un contesto europeo debole: Francoforte fa registrare -0,82%, Londra -0,10%, Parigi poco sotto la parità. Il FTSE Italia All-Share prosegue a 52.494 punti.
A pesare sui listini sono ancora le tensioni in Medio Oriente, con il petrolio che balza del +4,23% e continua a comprimere i margini delle imprese energivore. Ma la vera storia di questa mattina è tutta nel comparto bancario italiano, dove si sta consumando un risiko senza precedenti.
Il risiko bancario: MPS +9,6%, Mediobanca +8,6%, Intesa crolla del 3,9%
La notizia che muove il mercato è una cascata di operazioni straordinarie nel settore bancario italiano. Tutto è partito dalla proposta di aggregazione “fra pari” avanzata da Banco BPM a Monte Paschi di Siena e Mediobanca. La mossa ha innescato una reazione a catena: Intesa Sanpaolo ha lanciato un’OPAS su Banca MPS e Mediobanca, mentre Unipol e Intesa Sanpaolo hanno siglato un accordo per lo scorporo di un complesso di filiali MPS che andranno a formare una nuova banca nell’aggregato Unipol-BPER.
Il mercato premia i titoli coinvolti come potenziali acquisiti e penalizza chi ha lanciato l’offerta. Banca MPS vola del +9,65%, la performance migliore del listino. Mediobanca segue con +8,65%. BPER Banca avanza del +4,51% sull’ipotesi di integrazione con le filiali MPS. Generali +1,78%. Sul fronte opposto, Intesa Sanpaolo cede il 3,86% — il mercato valuta l’operazione onerosa per il gruppo guidato da Carlo Messina. Tra i mid cap, Caltagirone SpA balza del +5,02% e RCS +3,96% — entrambi legati al perimetro Mediobanca.
Gli altri movimenti sulla Borsa di Milano: Stellantis ancora in calo
Al di là dei movimenti nel comparto bancario, il resto del listino è prevalentemente in rosso. Stellantis cede il 2,20%, confermando la pressione che il titolo subisce da settimane tra crisi del settore auto e incertezze sulla guidance. Buzzi -1,40%, DiaSorin -1,34%. Tra i mid cap in negativo: Maire -2,20%, Carel Industries -2,13%, Danieli -1,95%.
Macro: petrolio e spread
Sullo sfondo, il quadro macro resta complicato. Il petrolio in rialzo del 4,23% riflette le persistenti tensioni legate al blocco di Hormuz. Lo spread BTP/Bund sale a 76 punti base (+2), con il rendimento del decennale italiano al 3,82%. L’euro è stabile sul dollaro a 1,153. L’oro cede leggermente (-0,46%) a 4.522 dollari l’oncia.























