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Da un esperimento eseguito sulla piattaforma di Federalberghi italyhotels.it si ricava che la maggior parte delle strutture turistiche rifiuta di aderire alla misura. C’è polemica sui tempi di incasso degli sconti

 

Bonus vacanze: funziona?

Forse che sì e forse che no. Per ora sembra di no.

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Un’indagine svolta dal Corriere della Sera su un campione di alberghi ricavato dal sito italyhotels.it, la piattaforma ufficiale dell’associazione Federalberghi, ha restituito infatti risultati abbastanza deludenti per quanto riguarda l’efficacia della misura economica pensata per rilanciare il turismo e che, da pochi giorni, è in vigore con una dotazione complessiva di 2,4 miliardi di euro.

I tentativi eseguiti dai colleghi giornalisti per prenotare una struttura usufruendo del bonus nella grande maggioranza dei casi sono falliti, a causa del rifiuto opposto dagli albergatori.

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Partiamo dalla regione che si è comportata meglio: l’Emilia-Romagna.

Qui, forse per via della tradizionale vocazione al turismo e all’ospitalità, gli alberghi che si sono detti disponibili ad accettare il bonus vacanze sono 233, ma su un totale di ben 4.275 strutture!

In Lombardia 88 su 2.531.

A scendere, la Liguria (56 su 1.284) la Sicilia (56 su 1.064) e la Sardegna (33 su 740).

Basilicata, Molise e Calabria, invece, hanno negato completamente l’adesione al bonus.

La situazione non è migliore se si fa riferimento alle città. Per fare qualche esempio, a Roma gli esercenti favorevoli sono stati 35 su 976, a Firenze 22 su 335, a Napoli 11 su 135 e, ultima ma non ultima, Milano, dove soltanto 2 alberghi su 393 hanno prestato la loro disponibilità.

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Qual è il motivo di un avvio così “tiepido” dell’agevolazione?

Lo hanno spiegato i diretti interessati, i quali, per bocca del presidente di Federalberghi Bernabò Bocca, non ci stanno a incassare lo sconto sulle tasse dell’80% concesso dal Governo l’anno successivo alla transazione con il cliente e non direttamente il mese dopo: “Deve essere chiaro che il recupero del credito di imposta deve avvenire subito, con l’F24 del mese successivo allo sconto applicato al cliente, e non con la denuncia dei redditi dell’anno seguente. Inoltre, il governo dovrebbe incentivare noi albergatori a riaprire le strutture concedendoci sgravi sui contributi ai lavoratori che saranno tolti dalla cassa integrazione. In questo modo godremmo di un beneficio sia noi che lo Stato”.

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