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Dal primo luglio esordisce la prima parte della annunciata riforma fiscale, che porterà 20 euro mensili in più ai beneficiari del vecchio bonus e riconoscerà detrazioni speciali ai contribuenti con redditi superiori a 28.000 euro

 

Ci sono importanti novità sul bonus Renzi, che cambia pelle e mette qualche soldino in più nelle buste paga degli italiani.

Ufficialmente, a partire dal prossimo 1 luglio il premio mensile che reca il nome dell’ex presidente del Consiglio va in pensione: in realtà, rimane, con una denominazione differente e un rimescolamento delle regole di fruizione.

Vediamo che cosa sta per succedere.

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Come noto ai più, il bonus Renzi è un’agevolazione economica che riconosce ai lavoratori dipendenti con redditi Irpef imponibili fino a 26.600 euro una cifra di 960 euro annui, ripartiti in 80 euro mensili erogati nella busta paga.

Ebbene, da luglio in avanti l’esordio del nuovo cuneo fiscale alzerà il limite di reddito necessario per accedere all’agevolazione, fissandolo a 28.000 euro, e riconoscerà un bonus mensile di 100 euro: 20 euro in più.

Per i contribuenti che superano la suddetta soglia di reddito ci sarà una detrazione fiscale pari a 80 euro fino a 35.000 euro di ricavi, e la stessa sarà gradualmente più esigua fino al limite massimo di 40.000 euro.

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Quanti, invece, nel corso dell’ultimo anno fiscale, avranno superato quest’ultimo tetto, oppure si saranno ritrovati al di sotto della cosiddetta “soglia di povertà”, non tassabile e pari a 8.174 euro, dovranno restituire gli eventuali importi del bonus Renzi percepiti.

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