Il Bonus Asilo Nido Inps si rinnova nel 2026 con due cambiamenti concreti che semplificano la vita delle famiglie italiane: da quest’anno la domanda diventa pluriennale e si ampliano i servizi educativi ammessi.
Si tratta di interventi pensati per rendere più stabile e continuativa l’erogazione del contributo economico. Ma intanto, è importante sottolineare che le domande per il 2026 non sono ancora aperte.
Come funziona il Bonus Nido 2026
Il Bonus Asilo Nido è un sostegno economico dell’Inps destinato ai nuclei familiari con figli sotto i tre anni, volto a coprire, in tutto o in parte, le rette degli asili nido pubblici o privati autorizzati. In alternativa, può finanziare servizi educativi domiciliari per bambini con gravi patologie croniche che impediscono la frequenza.
L’importo massimo è di 3.600 euro annui per le famiglie con ISEE più basso, ma varia in relazione alla fascia di reddito.
Dal 2026 addio alla domanda annuale
Ecco la prima grande novità. Fino al 2025, le famiglie dovevano presentare la domanda ogni anno. Dal 2026, invece, le istanze accettate avranno effetti anche per gli anni successivi fino al mese di agosto dell’anno in cui il bambino compie tre anni, mantenendo naturalmente invariate le condizioni richieste.
Per continuare a ricevere il bonus, i genitori dovranno semplicemente prenotare le mensilità richieste (massimo 11) e allegare la ricevuta di almeno una retta pagata.
Nel caso di asili pubblici con pagamento posticipato, basterà la conferma d’iscrizione o l’inserimento in graduatoria. Per i servizi domiciliari legati a patologie croniche, sarà necessario aggiornare annualmente il certificato del pediatra.
Più servizi educativi ammessi
L’altro grande cambiamento riguarda i servizi inclusi: il bonus non è più limitato a nidi pubblici o privati, ma copre tutti i servizi educativi per la prima infanzia previsti dal D.Lgs. 65/2017.
Rientrano quindi nella misura:
- micronidi e nidi (3-36 mesi)
- sezioni primavera (24-36 mesi)
- servizi integrativi abilitati come spazi gioco (fino a 5 ore giornaliere, 12-36 mesi)
- servizi domiciliari (3-36 mesi)
Rimangono invece esclusi dalla misura centri ricreativi, pre-scuola e post-scuola.
Requisiti e importi del Bonus Nido 2026
I requisiti principali per accedere al Bonus Nido restano invariati: il contributo è riservato ai bambini che frequentano strutture autorizzate o usufruiscono di assistenza domiciliare per gravi patologie.
L’importo massimo è di 3.600 euro annui e varia in base alla data di nascita del bambino e al valore dell’ISEE per prestazioni ai minorenni. In assenza di ISEE valido, il contributo è erogato nella misura minima. Da notare che nel calcolo dell’ISEE non si considerano gli importi percepiti per l’Assegno Unico e Universale.
Per i bambini nati dal 1° gennaio 2024 sono previste due fasce:
- ISEE minorenni fino a 40.000 euro: 3.600 euro annui (undici rate mensili)
- ISEE assente, difforme, discordante, non calcolabile o oltre 40.000 euro: 1.500 euro annui
Per i bambini nati prima del 1° gennaio 2024 restano in vigore tre fasce:
- ISEE fino a 25.000 euro: 3.000 euro annui
- ISEE da 25.001 a 40.000 euro: 2.500 euro annui
- ISEE assente, difforme, discordante, non calcolabile o oltre 40.000 euro: 1.500 euro annui
Il contributo è erogato mensilmente, per un massimo di undici mensilità per anno solare, e non può comunque superare il valore della retta pagata.
Il Bonus è cumulabile?
Il Bonus Asilo Nido può essere cumulato con altri aiuti, come l’Assegno Unico Universale o il Bonus Mamme. Non è invece cumulabile con le detrazioni fiscali per la frequenza degli asili nido.
Da quando sarà possibile fare domanda per il Bonus Nido 2026?
In sintesi, le novità del 2026 puntano a rendere il bonus più semplice, stabile e inclusivo, senza cambiare la logica di sostegno alle famiglie.
La domanda si presenta esclusivamente online sul portale Inps, accessibile tramite SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi). È possibile rivolgersi a un istituto di patronato per ricevere assistenza nella compilazione.
Attualmente le domande non sono ancora aperte: è consigliabile monitorare i canali ufficiali Inps per i prossimi aggiornamenti e, intanto, preparare la documentazione necessaria. Nel 2025, la procedura si era attivata dal mese di marzo.
























