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Il Ministero del Lavoro ha specificato che l’agevolazione è disponibile anche per le neo imprese, che non dispongono della documentazione riferita all’anno fiscale 2018. Il giro d’affari, però, non deve superare i 50.000 euro

 

Il Bonus 600 euro è accessibile anche alle partite Iva iscritte alle rispettive Casse di Categoria nel 2020 e nel 2019.

Il chiarimento è arrivato direttamente dal Ministero del Lavoro, che in questo modo ha inteso sciogliere un dubbio che nelle ultime ore era circolato tra gli imprenditori e aveva fatto temere le giovani leve di non potere usufruire della speciale agevolazione prevista dal Governo.

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D’altra parte, aggiungono dal Ministero, sussistono dei precisi requisiti di reddito.

Analizziamoli.

L’anno fiscale di riferimento per calcolare l’ottenibilità dell’indennità è il 2018, e, nello specifico, l’impresa a partita Iva candidata dovrà rientrare in uno dei due seguenti parametri:

  • Aver totalizzato, nell’anno suddetto, un reddito non superiore a 35.000 euro, al lordo di eventuali canoni di locazione assoggettati a tassazione, e aver subito una riduzione del giro di affari a causa del Coronavirus
  • Aver totalizzato, nell’anno suddetto, un reddito compreso tra 35.000 e 50.000 euro, al lordo di eventuali canoni di locazione assoggettati a tassazione, e aver sospeso o cessato l’attività di impresa a causa del Coronavirus.

Per quanto riguarda, invece, le neo partite Iva, iscritte alle proprie Casse nel 2020 o nel 2019 e che, evidentemente, per l’anno fiscale 2018 non possono presentare alcuna documentazione, il bonus 600 euro è parimenti accessibile, stante il rispetto, nel primo anno di vita dell’impresa, delle condizioni di reddito valide per tutti.

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