Bonus 200 euro Partite Iva, 400mila lavoratori esclusi per colpa del Click-Day

da | 7 Set 2022 | Economia

Il Bonus 200 euro era stato inserito nel Decreto Aiuti di giugno dal Governo Draghi, il quale ha permesso di erogare ai lavoratori dipendenti il sostegno per far fronte all’aumento del costo della vita, in particolare di luce e gas.

Dal 15 settembre ne avranno diritto anche le Partite Iva con un reddito inferiore a 35mila euro, ma attraverso un Click-Day.

Attraverso il sistema del Click-Day, la priorità di chi potrà usufruire del beneficio viene stabilita in base all’ordine cronologico delle richieste, lasciando quindi a mani vuote gli ultimi arrivati.

A lanciare l’allarme è Confesercenti: No al Click-Day per il Bonus 200 euro agli autonomi“.

 

Come richiedere il Bonus 200 euro Partite Iva

A differenza dei lavoratori dipendenti, la richiesta da parte delle Partite Iva per ottenere il Bonus 200 euro, una tantum, deve essere fatta individualmente

Quindi, per richiedere il Bonus 200 euro è necessario recarsi sul sito dell’Inps, accedendo con il proprio Spid, e seguire il percorso “Prestazioni e servizi“, poi Servizi” e infine Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche”.

 

Lotteria inaccettabile secondo Confesercenti

Confesercenti  lancia l’allarme: Lotteria inaccettabile, così rischiano di essere esclusi fino a 400mila lavoratori indipendenti”.

Fino a 400mila lavoratori indipendenti, tra autonomi, professionisti e micro-imprenditori, rischiano di rimanere senza il Bonus di 200 euro previsto dal Governo per attutire l’impatto degli aumenti di gas e luce per chi ha un reddito fino a 35mila euro l’anno.

Mentre i dipendenti con i requisiti hanno già ricevuto automaticamente il bonus in busta paga, i lavoratori indipendenti saranno costretti a partecipare all’ennesimo click day.

Una ‘lotteria’ inaccettabile che assegnerà loro il sostegno in base all’ordine cronologico di presentazione della domanda – per altro onerosissima dal punto di vista della produzione documentale – fino ad esaurimento delle risorse disponibili.

Risorse che, purtroppo, sappiamo già essere troppo esigue: a disposizione ci sono infatti 600 milioni di euro, sufficienti solo per 3 milioni di persone, ma gli indipendenti con un reddito sotto i 35mila euro l’anno sono almeno 3,4 milioni.

Fino a 400mila lavoratori, dunque, ma forse anche di più, rischiano di essere esclusi da un sostegno che dovrebbe essere un loro diritto.

Una stortura inammissibile per una categoria già ampiamente provata dalla crisi dovuta all’emergenza sanitaria prima e al caro-bollette poi.

Autore: Marco Marasco