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Dopo l’approvazione ottenuta a dicembre negli Usa, l’aeromobile della Boeing, al centro di due disastri nel 2019, solcherà di nuovo anche i nostri cieli. Risolti i problemi ai software di controllo

 

Potranno tornare a volare anche in Europa gli aeroplani 737 Max prodotti dall’azienda statunitense Boeing.

Certo, siamo ancora in tempo di pandemia e parlare delle evoluzioni che avvengono sul fronte dei viaggi non è proprio il più attuale degli argomenti, ma il Coronavirus prima o poi passerà, e, del resto, arriverà pure il momento in cui potremo tornare a spostarci.

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Tra chi è più interessato alla faccenda ci sono, appunto, le grandi multinazionali del settore aereo e, in particolare, la Boeing, la quale, negli scorsi mesi, si era vista revocare dall’agenzia federale statunitense sulla sicurezza dell’aviazione l’autorizzazione a mettere in volo i nuovi modelli 737 Max.

Dietro il divieto a farli levare in volo, due gravissimi incidenti, entrambi verificatisi nel 2019 in Indonesia e in Etiopia.

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In particolare, due aeromobili del suddetto modello erano precipitati a causa di un malfunzionamento del software denominato “Manuevering Characteristics Augmentation System”: il difetto, si scoprì, aveva reso gli apparecchi incontrollabili da parte degli stessi piloti.

Dopo una sperimentazione organizzata lo scorso dicembre sulla tratta San Paolo-Porto Alegre, in Brasile, i risultati soddisfacenti ottenuti hanno consentito anche all’Agenzia Europea per la sicurezza aerea (Easa) di dare il proprio benestare alla reintroduzione dei modelli incriminati nel Vecchio Continente.

Con un ammonimento: i fari rimarranno puntati sulle prestazioni dei voli.

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