Blocchi nei porti principali italiani per contrastare il Green Pass obbligatorio

da | 14 Ott 2021 | Economia

Come annunciato dai portuali di Trieste, da domani 15 ottobre partiranno i blocchi nei principali porti italiani con lo scopo di contrastare l’imposizione del Green Pass sul posto di lavoro.

 

Non si placano le proteste dei portuali di Trieste, i quali restano convinti di portare avanti ad oltranza le proprie rimostranze fino a quando non sarà eliminata definitivamente l’imposizione del Green Pass per poter lavorare.

Una protesta che non si ferma nemmeno dopo la proposta del Viminale di consentire dei tamponi gratuiti al fine di evitare il rischio di blocchi molto problematici per il Paese.

Siamo venuti a conoscenza che il Governo sta tentando di trovare un accordo, una sorta di accomodamento riguardante i portuali di Trieste“, si legge nel comunicato ufficiale, “e che si paventano da parte del presidente Zeno D’Agostino le dimissioni. Noi come portuali ribadiamo con forza e vogliamo che sia chiaro il messaggio che nulla di tutto ciò farà sì che noi scendiamo a patti sino a quando non sarà tolto l’obbligo del Green pass per lavorare“.

Una presa di posizione decisamente forte, fatta a beneficio di tutti i nostri connazionali: “Non solo per i lavoratori del porto ma per tutte le categorie di lavoratori”.

Come si legge su Il Giornale, Conftrasporto propone invece di “continuare con il protocollo sulla sicurezza” seguito nelle prime fasi della pandemia. “Se all’inizio, quando i morti erano 946 al giorno e il rapporto contagiati/tamponati oltre il 40% noi per non fermare l’Italia abbiamo fatto il protocollo con il Ministero con il risultato che l’Italia non si è fermata, perché non andare avanti con quel protocollo oggi che i morti sono un decimo e il rapporto contagiati/tamponati allo 0,8%?”, si domanda il presidente Paolo Uggè.