Blackout a Milano per il caldo: la Città Metropolitana chiede un tavolo urgente al Prefetto

da | 29 Giu 2026 | Cronaca

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Blackout a Milano e nell’hinterland: la Città Metropolitana chiede un tavolo al Prefetto. Dieci giorni di crisi elettrica tra caldo e reti fragili

Dopo dieci giorni di blackout a macchia di leopardo che hanno colpito Milano e decine di comuni dell’hinterland, la Città Metropolitana ha deciso di alzare il livello istituzionale della risposta. Il vicesindaco Francesco Vassallo ha scritto al Prefetto di Milano chiedendo la convocazione di un tavolo istituzionale d’urgenza con i gestori delle reti di distribuzione elettrica. Il Prefetto ha già dato disponibilità e il percorso di convocazione è avviato.

Cosa è successo: dieci giorni di blackout

Tutto è iniziato nel weekend del 20-22 giugno, con l’ondata di caldo che ha portato le temperature a sfiorare i 37 gradi. Tra venerdì 20 e domenica 22 giugno si sono verificati cali di tensione e interruzioni di corrente in diverse città italiane, con Sesto San Giovanni e San Giuliano Milanese tra le più colpite dell’hinterland milanese. A San Giuliano i blackout sono stati continui dal venerdì, con guasti su tre dorsali di collegamento alle cabine di distribuzione. A Opera il guasto alla rete di media tensione ha interessato 29 cabine elettriche, lasciando senza corrente circa 3.400 utenti.

Martedì 23 giugno i blackout hanno colpito direttamente la città: dopo le 14:00 sono andate in tilt svariate centrali lasciando senza corrente interi quartieri nelle zone Fiera, Gallaratese, San Siro, Baggio e Quarto Oggiaro, con circa duemila utenze coinvolte.

I vigili del fuoco hanno effettuato oltre 60 interventi nelle sole ultime 24 ore di picco, soprattutto per liberare persone bloccate negli ascensori, con le criticità maggiori a Sesto San Giovanni, Cinisello Balsamo, Opera, Rozzano e San Giuliano. Non si sono salvati nemmeno i palazzi istituzionali: Palazzo Marino ha dovuto interrompere in anticipo la seduta del Consiglio comunale dopo continui blackout che hanno mandato in crisi i sistemi informatici.

Cosa chiede la Città Metropolitana di Milano

Con la lettera del 25 giugno al Prefetto, Vassallo ha delineato tre obiettivi precisi per il tavolo: analizzare le cause dei blackout ricorrenti a Milano e definire le modalità di rimborso per i disagi prolungati; identificare misure di mitigazione nel breve periodo; e acquisire dai gestori un cronoprogramma vincolante degli investimenti necessari all’ammodernamento infrastrutturale nel medio termine.

Una richiesta che mette nero su bianco ciò che molti sindaci dell’hinterland chiedevano da giorni: non solo riparare i guasti, ma sapere quando e come le reti verranno modernizzate. Il comunicato sottolinea che i disagi stanno colpendo in modo particolare anziani, pazienti dipendenti da strumenti elettromedicali domiciliari e strutture sanitarie, oltre ai danni economici al settore della ristorazione e della grande distribuzione.

Perché si verificano i blackout

Il meccanismo è duplice. Le alte temperature riducono la capacità dei cavi sotterranei di disperdere il calore generato dal passaggio di corrente, fino a far cedere l’isolante attorno ai conduttori: a quel punto il circuito si apre automaticamente per sicurezza. A questo si aggiunge l’impennata della domanda: la percentuale di famiglie italiane dotate di condizionatori è passata dal 29,4% del 2013 al 56% del 2024, e oggi supera il 60% (dati Società Italiana di medicina ambientale – Sima). Un aumento enorme di consumi concentrati nelle ore più calde, su reti progettate decenni fa per carichi molto diversi.

La soluzione non è a portata di mano. Il tavolo chiesto dalla Città Metropolitana serve proprio a stabilire se esiste qualcosa di strutturato da poter fare nell’immediato, e a fissare scadenze vincolanti per il futuro.

 


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