Blackout a Milano per il caldo: disservizi da Cormano a Bollate, ecco perchè succede

da | 25 Giu 2026 | Cronaca

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Blackout a Milano e hinterland: Bollate e Cormano senza luce, aperto punto di emergenza. Perché il caldo manda in tilt le reti elettriche

L’ondata di calore che sta investendo la Lombardia in questi giorni sta mettendo sotto pressione le reti elettriche dell’hinterland milanese. Dopo i blackout a Milano degli scorsi giorni, al momento Bollate e la zona nord di Cormano — in particolare la frazione di Ospitaletto — sono le aree più colpite, con disservizi prolungati che stanno creando forti disagi a residenti, attività commerciali e produttive. I tecnici di E-Distribuzione stanno lavorando ininterrottamente per ripristinare il servizio.

La situazione blackout a Bollate

Il Comune di Bollate ha aperto lo Spazio Europa, al piano inferiore del Palazzo comunale, come punto di supporto per i cittadini. Lo spazio non offre assistenza alla persona, ma mette a disposizione due servizi essenziali: la ricarica di emergenza per dispositivi elettronici e apparecchiature sanitarie che necessitano di alimentazione, e acqua potabile per chi ne è sprovvisto in casa.

La Biblioteca centrale resterà chiusa fino al ripristino dell’energia. Il Comune invita tutti a limitare i consumi non indispensabili per favorire il ritorno alla normalità. Per situazioni di pericolo: 112.

La situazione a Cormano

Anche il territorio di Cormano è interessato da molteplici disservizi, con alcune zone di Ospitaletto ancora in blackout. I tecnici di E-Distribuzione stanno procedendo con scavi e l’installazione di un generatore mobile (Power Station) per riattivare la corrente nella maggior parte dell’area. Il disagio colpisce abitazioni, attività produttive, commerciali ed edifici scolastici e ricreativi: in questi ultimi le attività sono per ora garantite, mentre la Biblioteca comunale resterà chiusa. Il Comune è in contatto costante con E-Distribuzione per aggiornamenti.

Numeri utili per Cormano: Emergenza caldo 02 5799.5775 — E-Distribuzione 803 500.

Perché il caldo manda in tilt le reti elettriche, le cause dei blackout a Milano

Non è un caso isolato: episodi analoghi si stanno verificando in questi giorni anche a Bergamo, Torino e in altre città italiane. Il meccanismo è doppio. Da un lato, le alte temperature riducono la capacità dei cavi sotterranei di disperdere il calore generato dal passaggio di corrente — il cosiddetto effetto Joule — fino a far cedere l’isolante che riveste i conduttori in rame o alluminio. A quel punto il circuito si apre automaticamente per ragioni di sicurezza. Dall’altro, il ricorso massiccio ai condizionatori genera picchi di domanda che le reti — progettate e costruite decenni fa — non erano state dimensionate per reggere.

I numeri aiutano a capire la portata del fenomeno. Secondo i dati della Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA), oggi oltre il 60% delle famiglie italiane dispone di almeno un impianto di condizionamento: un dato raddoppiato rispetto al 2013. E il caldo si è allungato: le temperature superano i 30°C già a maggio e restano su quei livelli fino a settembre inoltrato, cambiando radicalmente le abitudini di consumo energetico degli italiani. A San Giuliano Milanese, comune dell’hinterland, il gestore di rete locale ha registrato nel weekend un incremento del 38% dei consumi rispetto alla settimana precedente, tutto concentrato in poche ore, soprattutto nel centro abitato.

La soluzione non è rapida. I cavi interrati non possono essere rinforzati dall’esterno e sostituirli richiede scavi in tutta la città, un’operazione che per definizione deve essere graduale. Nel frattempo, la raccomandazione delle autorità locali è sempre la stessa: usare l’energia con prudenza, evitando i consumi superflui nelle ore di picco.


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