La storica biblioteca di Milano inaugura un ciclo di incontri per attirare pubblico nelle sale. Aperta la caccia ai finanziatori privati per fronteggiare i tagli pubblici
Aprirsi al futuro per non rimanere intrappolata nel passato.
È il motto che la Biblioteca nazionale Braidense di Milano ha fatto suo per affrontare un 2020 all’insegna degli eventi e di una grande partecipazione di pubblico: la maniera più efficace per sopperire al taglio di personale e di risorse cui è dovuta andare incontro.
Una decurtazione di dipendenti da 145 a 27, e di bibliotecari da 32 a 1 entro il 2022, infatti, non è cosa da poco. Soprattutto se la Biblioteca deve continuare a svolgere l’oneroso compito, oltre che di custodia di un preziosissimo patrimonio di un milione e mezzo di volumi, anche di deposito legale per quanto riguarda tutte le pubblicazioni effettuate a Milano e Provincia.
Ecco perché il direttore di Brera James Bradburne e la direttrice della Braidense Maria Goffredo hanno deciso di organizzare un fitto programma di avvenimenti che possa attirare sulla struttura il massimo dell’attenzione e della partecipazione.
Si parte con il ciclo di quattro incontri dedicati a Umberto Eco, con gli interventi critici di Luigi Serafini, Roberto Calasso, Paolo Pampaloni e Evgeny Mozorov. Seguiranno, tra gli eventi di maggiore richiamo, le letture fantastiche dedicate all’anniversario di Gianni Rodari e la mostra in ricordo dell’artista Giovanni Battista Piranesi.
“Vogliamo anche riallestire sale e depositi, se non altro per ottemperare alla nuova legge sulla lettura, che ci assegna la responsabilità di promuovere la condivisione della cultura” spiega Bradburne.
Lo stesso Stato, però, è quello che ha tagliato i fondi per il personale, aprendo la strada ai finanziatori privati. È ufficiale, infatti, che la Biblioteca Braidense è alla ricerca di sponsor per le proprie attività per una cifra fino a 300.000 euro.






















