Il 17 e il 18 luglio all’Ippodromo SNAI La Maura quasi 160mila persone aspettano Bad Bunny: due serate sold out, unica tappa italiana del DeBÍ TiRAR MáS FOToS World Tour, e uno show che chi ha già visto in Europa descrive come un’esperienza indimenticabile.
I biglietti sono esauriti da mesi, i nuovi lotti usciti a maggio sono andati via in poche ore, il mercato secondario è fuori controllo. E in città cresce l’attesa per uno degli eventi più caldi dell’estate.
Chi è Bad Bunny
Benito Antonio Martínez Ocasio, in arte Bad Bunny, è partito come cassiere in un supermercato di Porto Rico ed è arrivato a vincere 6 Grammy e 17 Latin Grammy. Per tre anni consecutivi è stato l’artista più ascoltato al mondo su Spotify, trasformando il reggaeton in un genere globale capace di dominare le classifiche senza mai abbandonare lo spagnolo.
È quello che mette le gonne in copertina, che parla di salute mentale, che ha aperto l’halftime show del Super Bowl 2026 – primo artista nella storia a esibirsi principalmente in spagnolo al tempio del football americano – con un palco trasformato in campo di canne da zucchero.
I biglietti del concerto di Bad Bunny a Milano: prezzi, corsa e sold out
La prima data milanese ha registrato oltre 200.000 persone in coda online nelle prime ore di prevendita. Esaurita in pochissimo tempo, ha spinto gli organizzatori ad aggiungere il 18 luglio. Anche questa andata sold out in poche ore. Quando a maggio è uscita una nuova tranche di biglietti, il copione si è ripetuto identico: Posto Unico a 90,45 euro, Gold Circle a 136,45 euro, Los Vecinos — la tribuna dietro il palco — a 234,15 euro, pacchetti VIP con lounge, aperitivi e merchandise fino a 536 euro. Tutto esaurito in pochi minuti.
Sul mercato secondario i prezzi partono oggi da 200 euro per il posto più lontano e arrivano a oltre 900 euro di media sulle piattaforme di rivendita. Chi vuole ancora tentare deve guardare le altre tappe europee del tour.
La scaletta del concerto: non solo hit
Chi si aspetta una sfilata di tormentoni rischia di restare sorpreso. Dalle prime date europee del tour (Barcellona e Madrid) emerge uno spettacolo più articolato di quelli a cui Bad Bunny aveva abituato in passato, pensato come un omaggio alla cultura portoricana e all’immaginario dell’ultimo album.
Lo show alterna momenti ad alta intensità, con i grandi successi, a passaggi più narrativi e nostalgici legati ai temi di DeBÍ TiRAR MáS FOToS: non una greatest hits e basta, ma un percorso che cambia pelle più volte nel corso della serata, dal perreo sfrenato a momenti più riflessivi.
Una delle sorprese è la presenza di una band dal vivo, tutt’altro che scontata per un artista urban di questa portata. Percussioni, fiati e arrangiamenti che richiamano la salsa e la tradizione musicale sudamericana arricchiscono molti brani, distinguendo questo tour dai grandi show costruiti quasi esclusivamente su basi e sequenze.
Per il resto i fan italiani possono stare tranquilli: accanto alle canzoni del nuovo album trovano spazio le hit che hanno reso Bad Bunny una superstar mondiale: Tití Me Preguntó, Callaíta, Yo Perreo Sola, Safaera, DÁKITI, Yonaguni, Monaco. Un viaggio che attraversa praticamente tutta la carriera. Non è escluso il fattore sorpresa: nelle date spagnole sono saliti sul palco ospiti come Luar La L e altri artisti della scena portoricana, con esibizioni ogni volta leggermente diverse. Quanto alla durata, le prime date europee hanno sfiorato le tre ore: un punto di forza per i fan più accaniti, un possibile momento di calo fisiologico per tutti gli altri.
La Casita: il privé sul palco (e la causa da 6 milioni)
È uno degli elementi più discussi e fotografati del tour. La «casita» è un’abitazione in stile portoricano ricostruita sul palco, che ospita durante gli show il secondo atto del concerto, con la partecipazione di fan selezionati e ospiti vip a pochi metri dall’artista. Un palco nel palco, sopraelevato, dove il concerto diventa quasi una festa privata con Bad Bunny a portata di mano.
Il proprietario dell’abitazione originale, Roman Carrasco Delgado, 84 anni, ha chiesto un risarcimento di 6 milioni di dollari al cantante e ad alcune società della produzione, sostenendo che l’immobile di Humacao, a Porto Rico, fosse stato concesso solo per un cortometraggio di circa 11 minuti pubblicato all’inizio del 2025, e non per il successivo sfruttamento commerciale legato al tour, al merchandising e alla promozione dell’album.
Nel frattempo la Casita continua a girare per l’Europa, ospitando di volta in volta Chiara Ferragni, Ana de Armas, Ester Exposito, Marta Ortega — e nelle tappe di Puerto Rico anche Penelope Cruz, Javier Bardem, Lionel Messi e LeBron James.






















