Autostima, come influisce nella nostra vita. Lo spiega la Dott.ssa Valentina Calzi

14 Set 2021 | Salute e Benessere

Cos’è l’autostima e come influisce nella nostra vita? Ce lo spiega la Dott.ssa Valentina Calzi, psicologa e psicoterapeuta specializzata in analisi Bioenergetica.

 

L’autostima è un concetto soggettivo che riguarda la valutazione che ogni individuo da di sé stesso in base al grado di fiducia che ha nel proprio valore, nelle proprie capacità e nella propria importanza. Può essere sintetizzata nel rapporto tra come siamo e come vorremmo essere, nell’idea che ognuno ha di sé.

L’autostima, che nasce dal confronto tra il sé e il mondo circostante, comprende la soddisfazione di sé, la consapevolezza interiore del proprio valore e la fiducia nello svolgere un determinato compito. Tutto ciò consente di non mettere in discussione la propria importanza e di assumersi le responsabilità verso sé stessi e gli altri.

L’autostima dipende sia da fattori interni, ossia dalla visione soggettiva che l’individuo ha di sé stesso e della realtà, sia da fattori esterni, come i successi ottenuti e le informazioni ricevute dalle persone che lo circondano. In questi ultimi anni i soggetti sempre più spesso tendono a demandare la loro felicità ad un risultato esterno, in cui tutto non dipende da loro (circostanze favorevoli/avverse), per arrivare al successo, alla ricchezza, alla carriera; ciò può essere considerato come un surrogato dell’autostima.

È importante ricordare che la propria autostima determina il modo in cui la persona si comporta e le scelte che effettua.

L’autostima può essere distinta in due polarità principali:

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– Bassa autostima: l’individuo si arrende al fatto che non riuscirà mai a diventare ciò che vorrebbe essere, concretizzando la sua paura in certezza. Questi soggetti smettono di lottare per migliorarsi, si sentono ansiosi e preoccupati prima di ogni prova, vedono ogni compito come una minaccia per la loro autostima, occasioni in cui rischiano di dimostrare di non essere capaci, non hanno assolutamente fiducia nelle loro capacità. Anche se raggiungono un iniziale risultato positivo, entrano nel panico e si arrendono, tendono ad impegnarsi poco.

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– Alta autostima: in ogni attività queste persone appaiono sicure, sono convinte di avere buone probabilità di successo, spesso hanno alle spalle precedenti traguardi che alimentano le loro aspettative positive. Le prove difficili risultano stimolanti per superare i precedenti risultati.

Esiste anche l’autostima ipertrofica. Chi la possiede si mostra eccessivamente sicuro di sé, orgoglioso, presuntuoso e testardo. Inoltre, è incapace di valutare il passato e gli errori commessi per trarne insegnamento.

Una sana autostima è indipendente dal giudizio degli altri, è caratterizzata da una profonda conoscenza di sé stessi, aiuta a mantenere i punti di forza e a migliorare le debolezze, promuove obiettivi stimolanti, ma non eccessivi, spinge al confronto con sé stessi e gli altri. Si manifesta nella capacità di percepirsi e rapportarsi a sé in modo realistico, positivo, nell’essere in grado di ammettere che c’è qualcosa che non va quando gli avvenimenti lo richiedono.

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Dott.ssa Valentina Calzi
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