Il comparto dei mezzi elettrici e ibridi è l’unico a non risentire della crisi: +27% di vendite ad agosto. Ma serve incrementare il numero delle colonnine di ricarica sulla rete stradale

 

Se valessero soltanto i dati relativi a questo settore, potremmo felicemente affermare che l’economia italiana non è in crisi.

Anzi, in crescita, come testimonia il +27% di vendite fatto registrare dagli operatori specializzati nello scorso mese di agosto.

Ci riferiamo al comparto delle automobili ecologiche, il quale, sulla spinta degli ecobonus varati dal Governo attraverso il decreto Rilancio delle passate settimane estive, ha conosciuto una vera e propria esplosione: 1340 i veicoli a propulsione elettrica immatricolati nel Paese nel solo mese di agosto; e il totale delle messe su strada “verdi” sale 2631 se nel conto includiamo i modelli ibridi, non completamente ecologici ma certamente più ecosostenibili della vecchia tecnologia a combustione, che, invece, vuoi perché gli automobilisti italiani si sono scoperti amanti dell’ambiente vuoi perché sono stati attirati all’acquisto green dagli aiuti pubblici, prosegue a far evidenziare il segno meno nei bilanci delle concessionarie.

Senza dubbio lo Stato sta facendo la propria parte per la conversione degli utenti alle tecnologie eco-compatibili, coadiuvato in questo sforzo dalle Regioni.

A questo proposito, infatti, possiamo citare i 26,5 milioni di euro di incentivi pubblici all’acquisto supplementari messi a disposizione da Regione Lombardia, o i 3 milioni di euro dedicati dalla Sardegna per l’ammodernamento del parco auto delle imprese.

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Tuttavia, sarà questo un impegno vano se analoghe energie non saranno profuse per l’approntamento di un’adeguata rete infrastrutturale: dove sono in Italia le colonnine di ricarica che servono a “far benzina” alle nuove automobili ecologiche?

Sull’intero territorio nazionale se ne contano 14302, tra strade pubbliche e private, ma, leggete bene, ben poche in autostrada!

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