Aurora Fellows e Giffoni Innovation Hub, da un’indagine il ritratto dei giovani di oggi

6 Set 2021 | Imprese

Il destino si costruisce con risorse e strumenti così Aurora Fellows finanzia il futuro di 100 ragazzi del Giffoni Innovation Hub mettendo a disposizione 100 borse di studio per un valore di 30.000 euro.

 

Aurora Fellows, il progetto europeo ideato da Jacopo Mele e sostenuto da Giffoni Innovation Hub (società che dal 2015 ha come obiettivo anche quello di promuovere l’incontro tra ragazzi e aziende attraverso progetti di innovazione digitale) insieme per realizzare un’indagine allo scopo di individuare cosa intimorisce, o al contrario entusiasma, i giovani italiani dai 15 ai 20 anni. La ricerca, che ha preso la forma di un questionario somministrato ai partecipanti a Giffoni Innovation Hub, nasce in seno ad una partnership siglata tra le due realtà. Aurora Fellows infatti si impegna a finanziare il percorso formativo di 100 di questi giovani. 30 mila euro il valore complessivo delle borse di studio messe a disposizione.

In relazione al domani, qual è il più grande timore dei giovani? Il destino lavorativo in testa

I ragazzi raggiunti dal questionario hanno risposto, tra gli altri, a diversi quesiti volti ad indagare quali siano le paure che tormentano le nuove generazioni quando si parla di futuro. Incertezza sulle proprie reali prospettive lavorative e tanto bisogno di ritornare a credere nelle proprie potenzialità, ecco cosa emerge dalle risposte dei ragazzi.

“Ho il timore straziante che i traguardi ottenuti finora siano fittizi, che siano delle maschere dietro le quali si cela solo una persona con una buona propensione allo studio ma non adatta al mondo del lavoro. Questo mi fa talvolta dubitare di quello che faccio, mi chiedo se effettivamente abbia senso e se mai lo avrà. Tuttavia nulla è certo e nulla è impossibile, quindi quello che posso fare è cercare di dare il massimo e combattere per il mio futuro, almeno so di averci provato”.  Questa la risposta di un giovane partecipante all’indagine.

Abbiamo di fronte una nuova generazione smarrita che teme di non trovare una propria identità professionale, di faticare tanto nello studio ma di non avere poi gli strumenti pratici per poter affrontare la competitività del mercato del lavoro. Giovani intimoriti dall’idea di arrivare con le armi spuntate di fronte agli ostacoli della vita e deludere gli altri ma ancor più loro stessi.

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“Il mio timore più grande, quando penso al futuro, è quello di non riuscire a realizzare i miei sogni e i miei obiettivi. Sono una persona determinata e competitiva, ma non è facile, nel mondo in cui noi giovani ci troviamo a vivere, scovare il proprio posto. Un posto sicuro, accogliente, affidabile. Magari non part-time” . Così risponde un altro ragazzo.

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Con buona probabilità a causa della pandemia e dei suoi lockdown, temono la solitudine e la sensazione di non vivere pienamente, di non sperimentare e sperimentarsi, di non sfruttare del tutto la loro giovinezza.

“La mia più grande paura è quella di guardarmi indietro, quando sarò grande, e non essere soddisfatta di ciò che ho fatto o pensare di non essermi goduta a pieno la vita”.

“Di essere di nuovo costretto a stare chiuso in casa a causa di restrizioni e non poter realizzare i miei sogni” . Così si raccontano altri due giovani.

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C’è tanta concretezza nelle risposte fornite, sintomo questo di una generazione profondamente consapevole nonostante il terreno instabile in cui si ritrova a crescere. Quando si parla di sogni e aspirazioni, ancora una volta, è il lavoro al centro dei loro pensieri. Vediamo la necessità impellente di trovarne uno che possa garantire loro delle prospettive reali ma anche la voglia di trasformare le proprie passioni in impieghi veri e propri.

“Vorrei trovare un’occupazione che mi permetta di realizzarmi professionalmente e mi renda sereno economicamente. Inoltre, un sogno ancora più ambizioso è quello di lasciare un’impronta positiva in ogni ambiente, lavorativo e non, con cui entrerò in contatto”. Scrive un ragazzo.

Dalle risposte traspare anche tanto altruismo e voglia di mettersi a disposizione della comunità, di fare la differenza nelle grandi sfide del nostro millennio come quella contro il cambiamento climatico.

“Il mio sogno più grande è strettamente correlato al timore di non avere i mezzi per realizzarlo. Sogno di aumentare le mie capacità in modo tale da prestare utile servizio al mio Paese, sogno di scoprire novità in campo ingegneristico (studi che attualmente seguo), che possano servire all’uomo per trovare rimedio a problemi che ultimamente diventano sempre più gravi e più grandi. Sogno di prestare la mia mente e tutte le mie forze al prossimo, nel migliore dei modi possibili”. Queste le parole di uno studente.

Cosa farebbero i ragazzi se avessero 10 mila euro a disposizione? Le loro risposte

Giovani con tanti dubbi e incertezze ma molto chiari e risoluti quando si parla dei passi giusti per raggiungere ogni obiettivo. La maggior parte dei rispondenti al questionario, se si trovasse tra le mani una somma cospicua come 10 mila euro, utilizzerebbe il denaro per finanziare la propria istruzione.

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“Mi pagherei l’università, sono una studentessa e i miei genitori mi hanno dato questa grande opportunità formativa, hanno investito su di me, non facendomi pesare mai nulla, nonostante la mia sia una famiglia umilissima. Sarei contentissima e molto più serena sapendo di potermi pagare da sola gli studi”. Scrive una ragazza.

C’è anche chi però va oltre e utilizzerebbe il denaro come primo tassello per progetti ancora più grandi, come aprire una propria attività.

“Non li investirei subito, ma aspetterei la giusta occasione. Il prossimo anno vado a Bologna a studiare al Dams, quindi credo che, se trovassi qualche compagno adatto e dedito alla causa, li userei per girare alcuni cortometraggi, ben gestiti e pensati. Questo mi aprirebbe le porte ad altre opportunità, nonchè mi farebbe acquisire molta esperienza sul campo. Se dovesse avanzare una parte del denaro, penso lo userei per aprire una piccola casa di produzione (anche piccolissima, d’altronde si parte sempre dal basso) per cercare, assieme ai miei ipotetici soci, di farmi spazio nel videomaking e nel mondo del cinema”. Queste le parole piene di speranza di un giovane.

Aurora Fellows e Giffoni Innovation Hub uniti per una next generation che ricomincia a sognare

I giovani destinatari delle borse di studio messe a disposizione da Aurora Fellows avranno la possibilità di accedere così ad Aurora Experience, un percorso che permetterà loro di entrare in contatto con mentori capaci di guidarli attraverso il loro percorso formativo e professionale. I giovani potranno trovare in Aurora Fellows un grande supporto e un interlocutorio competente con cui intraprendere un confronto costruttivo.

Ogni anno Aurora Fellows infatti seleziona 100 giovani, che hanno accesso ad una fellowship della durata di tre anni. Il percorso, strutturato in fasi, prevede che ai ragazzi che arrivano allo scalino finale venga assegnato un grant di ben 10.000 euro.

Aurora Fellows e Giffoni Innovation Hub si pongono quindi l’obiettivo di essere, per queste giovani risorse, un sostegno che permetta loro di trovare il proprio ruolo nel mondo fornendo le risorse e gli strumenti per realizzare i loro sogni.