Sigarette più care: aumentano Marlboro, Chesterfield, Merit, Diana e Muratti
Da questa mattina chi entra in tabaccheria trova una sorpresa poco gradita: sigarette più care di 30 centesimi a pacchetto. Il rincaro è ufficiale ed è già operativo. A colpire per prime sono alcune delle marche più diffuse in Italia, tutte appartenenti al gruppo Philip Morris. Le altre seguiranno a breve, con nuovi listini attesi nei prossimi giorni.
Non si tratta di un aumento isolato né temporaneo. È il primo passo concreto della revisione delle accise prevista dall’ultima legge di bilancio, un percorso che accompagnerà fumatori e rivenditori almeno fino al 2028.
Le marche che sono aumentano
L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha aggiornato il listino nella notte tra il 15 e il 16 gennaio. I primi rincari riguardano cinque marchi storici:
- Marlboro (tutte le principali varianti)
- Chesterfield
- Merit
- Diana
- Muratti
Per molti pacchetti l’aumento è secco: +30 centesimi. Nel caso delle Marlboro, uno dei marchi più venduti, il prezzo può arrivare a 6,80 euro a pacchetto, a seconda della versione.
I tabaccai hanno ricevuto l’aggiornamento automatico dei prezzi e hanno iniziato ad applicarlo già dalle prime ore della giornata. «Non è una scelta nostra – spiegano – arrivano i listini ufficiali e dobbiamo adeguarci subito».
Al momento restano fuori dall’aumento i prodotti a tabacco riscaldato come Terea, Glo e Ploom, ma anche per questo segmento sono previsti nuovi criteri fiscali nei prossimi anni.
Sigarette più care oggi, e ancora di più domani
Il rincaro di gennaio è solo il primo segnale visibile di una manovra più ampia. Il governo ha programmato un aumento progressivo delle accise su sigarette, sigaretti e tabacco trinciato dal 2026 al 2028.
In termini pratici:
- l’accisa sulle sigarette lavorate salirà da 29,50 euro per mille pezzi (2025) a 32 euro nel 2026
- poi a 35,50 euro nel 2027
- fino a 38,50 euro nel 2028
Un meccanismo graduale, quasi silenzioso, che però si rifletterà sui prezzi al pubblico anno dopo anno.
Secondo Assoutenti, l’operazione porterà nelle casse dello Stato 1,47 miliardi di euro in più entro il 2028, così distribuiti:
- 213 milioni nel 2026
- 465,8 milioni nel 2027
- 796,9 milioni nel 2028
Il tabacco, ricordano dall’associazione, garantisce già oggi circa 15 miliardi di euro l’anno di entrate fiscali.
Non solo bionde: aumentano anche svapo e sigarette elettroniche
Il provvedimento non riguarda soltanto il fumo tradizionale.
La manovra interviene anche sui prodotti da inalazione senza combustione, cioè le sigarette elettroniche e i liquidi da svapo.
Per i liquidi con nicotina:
- 18% nel 2026
- 20% nel 2027
- 22% dal 2028
Per quelli senza nicotina:
- 13% nel 2026
- 15% nel 2027
- 17% nel 2028
Un aumento meno visibile oggi, ma destinato a riflettersi sui prezzi nei prossimi anni, soprattutto nei negozi specializzati.
Il fronte della “sin tax”: chi chiede aumenti ancora più duri
Per una parte del mondo medico e scientifico, questi rincari non bastano.
Da tempo l’associazione degli oncologi propone una vera tassa sul vizio, con aumenti anche di 5 euro a pacchetto, per coprire i costi sanitari legati alle patologie causate dal fumo.
Sulla stessa linea Alessandro Miani, presidente della Società italiana di medicina ambientale: «In molti Paesi si tassano in modo pesante anche alcol e bevande zuccherate. Si riducono i consumi e si finanzia la sanità pubblica».
Anche a livello europeo il tema è aperto: una nuova direttiva UE potrebbe imporre in futuro una soglia minima di tassazione più elevata in tutti gli Stati membri.
Alla cassa del tabaccaio
Intanto, la scena quotidiana si ripete: clienti che chiedono conferma, qualcuno scuote la testa, altri pagano senza commentare.
Trenta centesimi oggi, altri ritocchi domani. Per chi fuma un pacchetto al giorno significa oltre 100 euro in più l’anno. E il conto è destinato a salire.
Le sigarette più care sono ormai una realtà strutturale, scritta nei bilanci pubblici prima ancora che negli scontrini. E questa volta, a essere colpite per prime, sono state proprio le marche più popolari.
























