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La Regione Lombardia ha annunciato lo sblocco dei fondi per il completamento delle Unità speciali di continuità assistenziale

 

Circa 200 milioni di euro.

Sono i soldi che la Regione Lombardia ha ufficialmente stanziato per assumere, nel corso dei prossimi due anni, 1.600 nuovi infermieri.

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Non infermieri qualunque, si capisce. Saranno infatti professionisti esperti dislocati all’interno delle Unità speciali di continuità assistenziale; ovvero, presidi territoriali incaricati di prestare cure mediche e interventi sociali a pazienti non necessariamente bisognosi di ricovero ospedaliero ma per i quali, comunque, è necessario un controllo medico e psicologico periodico.

In tutto il territorio della Regione se ne stanno costituendo 200, e rappresentano l’orgoglio dell’assessore al Welfare Giulio Gallera, che sottolinea il valore di un’iniziativa volta a prevenire situazioni di emergenza sanitaria mediante un monitoraggio a distanza dei soggetti più a rischio.

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Tutte queste iniziative sono finalizzate a garantire una rafforzata assistenza territoriale ai nostri concittadini che non necessitano delle cure ospedaliere. Un’azione capillare di monitoraggio, sorveglianza e presa in carico rappresenta la risposta migliore in termini di prevenzione e personalizzazione della cura” ha spiegato Gallera.

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I fondi, che rispondono alla parola d’ordine “medicina sul territorio” e che sono già ripartiti per la destinazione alle macro attività di assistenza medica domiciliare e di supporto psicologico, saranno gestiti direttamente dalle Aziende socio-sanitarie territoriali della Lombardia, le quali provvederanno a organizzare le assunzioni del personale.

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