Assistente vocale per anziani, meno stress, più benessere e voglia di comunicare

da | 13 Dic 2021 | Tecnologia

Da una ricerca scientifica condotta da EngageMinds HUB dell’Università Cattolica, in collaborazione con DataWizard, sull’uso dell’assistente vocale Alexa, emerge che il 62% del campione ha dichiarato di sentirsi meno solo e il 98% ha espresso una maggiore volontà di comunicare con altre persone mediante nuove tecnologie.

 

Assistente vocale per anziani: Da tempo gli assistenti vocali ci aiutano in molte attività quotidiane. Ce lo dice sia la nostra esperienza che alcuni studi scientifici.

Ma nel progetto Voice4Health, condotto dal Centro di ricerca dell’Università Cattolica EngageMinds HUB in collaborazione con DataWizard e con il contributo non condizionante di Amazon c’è qualcosa di più, perché si è andati a indagare, con strumenti scientifici, se l’uso di questi dispositivi da parte di persone anziane, oltre ad agevolare molte attività quotidiane, possa contribuire al miglioramento della loro qualità di vita.

E i risultati sono più che incoraggianti, sebbene preliminari. Dallo studio appare infatti che tre persone su quattro vedono incrementare il proprio benessere, sia in termini generali che dal punto di vista emotivo e relazionale. Non solo: le persone che hanno partecipato alla sperimentazione – guidata da un protocollo di ricerca scientificamente validato che ha visto l’utilizzo dell’assistente vocale Alexa – hanno riportato una significativa riduzione dello stress psicologico e un miglioramento dell’attitudine personale all’uso della tecnologia.

 

Dopo l’esperimento diminuisce il senso di solitudine

Se, come accennato, il 75% del campione ha dichiarato a fine della sperimentazione di aver visto aumentare il proprio stato di benessere, va indagato meglio in che senso ciò è avvenuto. E dallo studio dell’EngageMinds HUB si rileva, ad esempio, che la risposta positiva alla domanda “Mi sono sentito calmo e rilassato” usando un assistente vocale è nettamente incrementata nel corso dell’intero periodo di otto settimane.

«Dal punto di vista emotivo – ci spiega la ricercatrice della Cattolica Serena Barello – il 52% degli intervistati ha dichiarato di aver mantenuto un elevato stato di benessere anche nelle settimane successive alla sperimentazione. Ma di tutto rilievo è stato anche l’impatto sulle relazioni sociali – prosegue Barello – perché dopo la sperimentazione, ben il 62% degli intervistati ha avuto la sensazione di sentirsi meno solo e il 98% ha espresso una maggior volontà di comunicare con altre persone mediante le nuove tecnologie».

 

Assistente vocale per anziani

Questa prima sperimentazione, che dovrà essere consolidata con studi randomizzati e su un campione più vasto, ha portato a risultati positivi, evidenziando anche la facilità d’uso dell’assistente vocale impiegato nella ricerca. Con il solo uso della voce, infatti, è possibile ad esempio attivare un promemoria, riprodurre musiche e video, ascoltare le ultime notizie e rimanere sempre in contatto con parenti e amici.

C’è di più: per l’intero campione di persone che ha partecipato all’esperimento, utilizzare questo dispositivo è risultato divertente e ne raccomanderebbe l’uso ad amici e familiari.

Ma diamo voce agli stessi partecipanti, che hanno lasciato alcuni commenti sui diari previsti dal protocollo di ricerca.

Una delle cose più belle tra le altre era la sensazione di non sentirsi soli”. Oppure: “Mi è piaciuto perché ho avuto subito delle risposte interessanti a qualsiasi domanda posta. Poi mi ha fatto molta compagnia nelle lunghe giornate. E ancora: “Ho vissuto momenti di relax e ho goduto di ricordi, rivivendo vecchie emozioni. Mi sono piaciute molto anche le videochiamate”.