Allergie ai pollini, a Milano la stagione si è allungata. Utili i bollettini di ATS
Chi soffre di allergie ai pollini se ne è già accorto: la stagione si è allungata. Ora uno studio di ATS Milano e Università Bicocca conferma questa sensazione empirica con dati certi: il cambiamento climatico sta anticipando la fioritura di diverse piante, e il trend è destinato a peggiorare.
La ricerca, pubblicata su Scientific Reports, si basa su quasi trent’anni di monitoraggio aerobiologico nell’area milanese e proietta il trend per i prossimi sessant’anni: entro il 2085, l’emissione di polline da parte di graminacee e urticacee potrebbe iniziare fino a due settimane prima rispetto a oggi. E c’è un altro dato significativo: le allergie ai pollini non sono solo primaverili, sono ormai un problema tutto l’anno.
Su cosa si basa lo studio
La ricerca si fonda su quasi 30 anni di dati aerobiologici raccolti dalla stazione di monitoraggio di Legnano, una delle serie storiche più lunghe della Lombardia. ATS ha fornito i dati sui pollini, frutto del suo lavoro continuativo sul territorio. I dati meteorologici vengono dalla piattaforma europea Copernicus Climate Change Service, con il supporto dell’Istituto Meteorologico Finlandese. I ricercatori della Bicocca hanno poi sviluppato i modelli statistici che proiettano il trend nei prossimi decenni.
«I risultati – spiega Maira Bonini, aerobiologa e Direttrice di Igiene e Sanità Pubblica, ATS Città Metropolitana di Milano – indicano un rischio elevato di esposizione per le persone allergiche nel breve termine. Appare evidente la necessità di implementare sistemi di monitoraggio a lungo termine sia per scopi ecologici che di salute pubblica.»
Il mito da sfatare: le allergie non sono solo primaverili
È forse il dato più utile per i milanesi allergici: la stagione dei pollini non inizia in primavera e non finisce in estate. Il polline del nocciolo e del cipresso è già rilevabile nell’aria dai primi di gennaio, mentre i pollini di cedro si trovano fino a fine novembre. In pratica, per molti allergici la finestra libera si è ridotta a poche settimane all’anno, e con il clima che si scalda, rischia di restringersi ulteriormente.
Il problema è molto diffuso e interessa una persona su 4: in Europa si stima che circa il 25% della popolazione sia affetto da allergia ai pollini.























