Al PAC la nuova e grande collettiva sull’arte indiana

da | 24 Nov 2025 | Arte e Cultura

Foto: Comune di Milano
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Al PAC arriva India. Di bagliori e fughe: una grande collettiva sull’arte contemporanea indiana nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026

Il PAC – Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano prosegue il suo percorso di esplorazione delle diverse voci della scena artistica internazionale presentando India. Di bagliori e fughe, una vasta collettiva dedicata alle pratiche artistiche dell’India contemporanea.

La mostra, promossa dal Comune di Milano – Cultura, prodotta dal PAC in collaborazione con Silvana Editoriale e inserita nel programma dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, è curata da Raqs Media Collective e Ferran Barenblit.

L’esposizione riunisce le opere di oltre 30 artisti, tra cui: Anju Acharya, Millo Ankha, Pinak Banik, Kaur Chimuk, Tenzin Gyurmey Dorjee, GABAA, Malik Irtiza, Shefalee Jain, Ranjeeta Kumari, Uzma Mohsin, Maksud Ali Mondal, Jithinlal N R, Renuka Rajiv, Smita Urmila Rajmane, Kaushal Sapre, Niroj Satpathy, Moonis Ahmad Shah, Ritika Sharma, Mohit Shelare, Gagan Singh, Sumakshi Singh, Aarti Sunder, Suvani Suri, Alina Tiphagne, Gopa Trivedi, Aasma Tulika, Panjeri Artists’ Union e Gyanwant Yadav.

Una mostra sulle tensioni e sulle possibilità dell’India di oggi

India. Di bagliori e fughe indaga il modo in cui le società contemporanee – e in particolare l’India, definita dai curatori un vero “vortice temporale” – affrontano le tensioni del vivere collettivo.
In un’epoca segnata da accelerazioni economiche, repressione politica, trasformazioni culturali e profonde disuguaglianze, le opere in mostra raccontano:

  • esperimenti di vita associata;
  • archivi della memoria personale e collettiva;
  • movimenti sociali, linguaggi visivi e iconografie del dissenso;
  • tentativi di immaginare futuri alternativi e “vie di fuga”.

La collettiva restituisce un panorama complesso in cui si intrecciano storie intime e questioni globali: le fratture della società indiana, le pressioni della modernità, le ombre della politica e le nuove forme di solidarietà nate dal basso.

Opere che parlano al mondo intero

Le idee che emergono dai lavori esposti superano il contesto geografico indiano per diventare temi universali.
Tra i molti fili narrativi della mostra:

  • il ricamo kantha, trasformato in archivio vivente della memoria domestica;
  • i paesaggi del Kashmir, simbolo di una geografia contesa tra speranza e cancellazione;
  • il corpo letto attraverso il linguaggio medico, come luogo di controllo, vulnerabilità e turbamento;
  • le connessioni storiche tra Bengala e Italia, che raccontano inattesi incroci tra nazionalismi indiani e Italia fascista;
  • oggetti e manufatti coloniali, che rivelano come la ribellione sopravviva nei dettagli della quotidianità;
  • una infra-scultura di “nodi” che collega spazi gestiti da artisti in diverse parti del mondo;
  • murali che interrogano la rigidità del sistema delle caste;
  • foreste e periferie del Kerala come luoghi sospesi tra vita e aldilà;
  • cosmografie, bestiari e visioni che danno forma ai “mostri” creati dalle paure contemporanee.

Il risultato è un mosaico di scenari in trasformazione, raccontati attraverso disegni, pittura, fotografia, videoarte e performance.

Residenze artistiche e opere nate a Milano

Grazie alla collaborazione con Casa degli Artisti, tredici degli artisti invitati – tra cui Niroj Satpathy, Gyanwant Yadav, Mohit Shelare, Aasma Tulika, Anju Acharya, Kaur Chimuk, Kaushal Sapre, GABAA, Maksud Ali Mondal, Jithinlal N. R., Suvani Suri e Pinak Banik – hanno trascorso un periodo di residenza a Milano.

Durante il soggiorno hanno realizzato performance, lectures e incontri con il pubblico, sviluppando progetti site-specific in dialogo con la città. Le opere nate negli atelier di Corso Garibaldi entrano ora nella mostra del PAC.

Dalla collaborazione con il Museo di Storia Naturale di Milano sono invece nate due opere inedite:

  • semi-sculture ispirate agli esemplari entomologici e botanici del museo;
  • un ambiente dipinto con clorofilla, destinato a mutare e decomporsi nel tempo.

Alcuni lavori sono stati realizzati con la partecipazione degli studenti dell’Accademia di Brera e della NABA – Nuova Accademia di Belle Arti, rafforzando il dialogo tra giovani artisti e professionisti internazionali.

Performance, incontri e inaugurazione

La serata inaugurale ospiterà le performance di Kaur Chimuk, Kaushal Sapre (con Diego Gelosi), GABAA, Gyanwant Yadav e Suvani Suri con Aasma Tulika. Il 25 novembre, sempre al PAC, si terrà una lecture dei curatori, rivolta in particolare agli studenti delle accademie e delle università milanesi per approfondire la genesi del progetto.

Partner e sponsor

La mostra è realizzata con il sostegno di Tod’s, sponsor annuale del PAC, e di BKT, sponsor dell’esposizione, con il supporto di Vulcano. La presenza degli artisti a Milano è resa possibile grazie a Ostello Bello, hospitality partner.

In contemporanea: la Project Room

Parallelamente, la Project Room del PAC presenta Bad Trips and Broken Promises / Even Flowers Must Die del duo italo-brasiliano INSOMNIA, un progetto scelto per dialogare con la grande mostra principale. L’esposizione affronta gli aspetti più urgenti e inquieti della società contemporanea, rivelando ciò che spesso rimane invisibile e che “ci tiene svegli la notte”: non sogni, ma insonnia.


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