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Nel decreto Rilancio è prevista anche la restituzione dell’importo delle tariffe per treni, autobus e tram rimaste inutilizzate in questi mesi. In alternativa, c’è il prolungamento della durata dei titoli

 

Il decreto Rilancio del Governo prevede un’importantissima voce di spesa tra le tante messe a bilancio, per un valore totale di 155 miliardi di euro.

Si tratta dell’attivazione di una procedura dedicata atta a garantire il rimborso dei costi a tutti i pendolari che, a causa del blocco delle attività causato dal Coronavirus, hanno visto andare in fumo i propri abbonamenti a treni regionali e a mezzi pubblici locali.

Che poi, siccome la sospensione della circolazione è capitata a inizio lustro, magari a vanificarsi sono stati proprio gli abbonamenti annuali appena sottoscritti.

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Ecco dunque le istruzioni per ottenere il rimborso delle tariffe, pagate ma non godute, per circolare su treni, tram, autobus e metropolitane.

Innanzitutto, la misura è riservata ai pendolari per motivi di studio o di lavoro, e tale condizione va autocertificata per iscritto al cospetto del gestore locale dei servizi di trasporto.

In secondo luogo, il richiedente deve essere in possesso di un abbonamento in corso di validità, di cui sia possibile evincere che non è stato utilizzato per un periodo di tempo medio-lungo.

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Fatte salve queste condizioni, in circa quindici giorni l’azienda locale di trasporti dovrebbe provvedere a effettuare il rimborso, che, a scelta dell’abbonato, avverrà o sotto forma di buono sconto corrispondente al valore economico dei giorni non fruiti e utilizzabile entro un anno, o come prolungamento della validità dell’abbonamento per il periodo di tempo rimasto inattivo.

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