Lo Studio Rossi di Milano informa sui dati Istat relativi all’occupazione nel Paese, i quali indicano la clamorosa debacle dei contratti a tempo indeterminato
Con buona pace di coloro che, non più di un mese fa, sui giornali plaudivano alla diminuzione dei licenziamenti nelle aziende nonostante l’abolizione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, nel 2019 in Italia l’occupazione si è ridotta di ben 75.000 unità secondo gli ultimi dati Istat.
A far registrare questo brusco calo sono stati proprio i lavoratori dotati di un contratto a tempo indeterminato, che nulla hanno potuto per resistere alle numerose crisi aziendali che ancora affliggono diverse imprese nel Paese.
In particolar modo, a prescindere dall’inquadramento contrattuale, preoccupa che la fascia di età determinante nel mercato del lavoro, cioè quella compresa tra 25 e 49 anni, abbia subito un ridimensionamento di 79.000 occupati.
Per quanto riguarda, poi, le singole categorie, a salire sono stati soltanto gli inattivi, cresciuti di 42.000 unità, mentre gli autonomi sprofondano di 71.000 punti, attestandosi al livello più basso mai toccato dal 1977.
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